Brevi cenni sulla storia di Baldissero Torinese

Le origini remote della comunità di Baldissero non sono agevoli da ricostruire, a causa di una situazione documentaria decisamente carente. Fonti erudite risalenti al primo Novecento, forse fondate su compilazioni settecentesche, riferiscono che il primo nucleo abitato si sarebbe trovato in una località chiamata prima «Malloch» (da malus locus, forse per via di bande di briganti o ribelli), poi «Albacherio» o «Alba Cherii», e infine rinominata «Paluch», nome rimasto tuttora. Il centro originario sarebbe stato abbandonato ai primi del secolo XIV, in seguito alla soppressione violenta dell’ordine templare, che proprio qui avrebbe avuto una fondazione fortificata; la popolazione si sarebbe allora suddivisa in tre gruppi, andando a fondare le nuove comunità di Superga, Rivodora e, appunto, Baldissero, quest’ultima collocata nel luogo ancora oggi occupato dal capoluogo del comune, intorno alla chiesa di S. Maria della Spina (Liboà 2003; Castelli 2008). In base alla documentazione più antica che è stato possibile rintracciare, a Baldissero comincia a essere attestata una comunità vera e propria negli anni Ottanta del secolo XVI, quando l’amministrazione sabauda rilascia due quietanze in suo favore (AST, Camera dei Conti, Patenti controllo finanze, Registro 1584 in 1585, f. 252; Registro 1594 in 1595, f. 131). Non si hanno invece notizie più precise e circostanziate sull’origine e il funzionamento della comunità. Al momento della separazione da Chieri, nel 1694, è possibile sapere che il neo eretto comune di Baldissero è dotato di sindaci, incaricati di presentare la documentazione per lo smembramento del territorio chierese (AST, Camera dei Conti, I, Archiviazione, Provincia di Torino, m. 1, n. 2). Nell’ambito della Perequazione Generale del Piemonte, nel secolo XVIII, si legge di beni comuni e antichi pertinenti alla comunità (AST, Camera dei Conti, II Archiviazione, capo 21, n. 71, ff. 35-37). Nel 1702 e nel 1720 la comunità è nuovamente registrata fra i consegnamenti fatti agli incaricati del governo sabaudo (AST, Camera dei Conti, Consegnamenti, Registri Sentenza 1672 in 1723, 50; 1700 in 1716, 42; 1720, 155), il che ne segnala quantomeno l’attività, ma non permette di dire molto di più sulla sua struttura. La lite per i confini con Arignano fra il 1719 e il 1722 può essere interpretata come un segnale di combattività e consapevolezza da parte della comunità (AC Chieri, cartella 124, articolo 42, p. 2, n. 3). Non va trascurata neppure la separazione, nel 1770, della parrocchia di Rivodora da quella di Superga, che avviene proprio in seguito alle proteste degli abitanti della frazione, i quali manifestano, attraverso l’autodeterminazione religiosa, una certa consapevolezza della loro comune identità (AA Torino, VP, 1770, ff. 25-27). Può inoltre essere significativa per testimoniare dell’organizzazione della comunità, anche se in ambito religioso più che civile, la notizia relativa all’esistenza di due compagnie di fedeli nella località alla fine del secolo XVIII, la Compagnia del Corpus Domini e la Compagnia della SS. Madonna del Rosario (AST, Corte, Materie ecclesiastiche, Benefizi di qua dai monti, Benefizi divisi per paesi dalla A alla Z, m. 9, VI, 1 [30 agosto 1790]).

Dipendenza nel Medioevo

Nel secolo XIII sono attestati dei signori di Baldissero fra i fedeli del comune di Chieri, al quale questi giurano fedeltà e cedono la giurisdizione sul castello ivi collocato, ricevendola indietro in feudo (AST, Camera dei Conti, Titoli de stati antichi della Reale Casa, I, ff. 69, 71 e 74; AC Chieri, cartella 40, articolo 10, p. 4, n. 1). Nel secolo XIV una donna, Bartolomea Aicardi, riceve dallo stesso comune di Chieri l’investitura della giurisdizione sul luogo di Baldissero, che già suo padre deteneva (AST, Camera dei Conti, Titoli de stati antichi della Reale Casa, I, f. 77). Da un punto di vista più generale, Baldissero dipende territorialmente dal comune di Chieri per tutto il medioevo e parte dell’età moderna, fino a quando, nel 1694, viene smembrato ed eretto a comune autonomo (per la documentazione sui rapporti con Chieri: AC Chieri, cartella 42, articolo 12, pp. 1-6).

Feudo

Nel secolo XV si ha notizia della concessione di Baldissero a Giacomino della Porta «ex dominis et comitibus Castrimontis», fedele del duca Amedeo di Savoia, per i servizi resi (AST, Corte, Paesi, Provincia di Torino, m. 6 [10 febbraio 1417]) e di una lite avvenuta di fronte alla duchessa Iolanda di Savoia fra il giurisperito Ambrogio «de Vignate» e il comune di Chieri per il castello e il luogo di Baldissero, il quale viene assegnato a Chieri (AST, Corte, Paesi, Provincia di Torino, m. 6 [6 agosto 1470]; per l’origine della controversia AC Chieri, cartella 21, articolo 6, p. 24, n. 12, 1441). Dopo la separazione di Baldissero da Chieri, si ha notizia dell’infeudazione della località da parte di Vittorio Amedeo di Savoia prima (1694) al conte Giovanni Antonio Benso (AST, Camera dei Conti, Registro Controllo Finanze, 36, 1693 e 1694, f. 64) e poi (1699) a Giovanni Battista Fontanella (AST, Camera dei Conti, Registro Controllo Finanze, 45, 1699, f. 26).

Quest’ultimo nel 1734 consegna appunto al commissario regio incaricato la giurisdizione sui beni e i redditi della località (AST, Camera dei Conti, Commessaro Bazano, 1734, f. 14, n. 377). La famiglia Fontanella si segnala anche nei decenni successivi come una presenza costante nel territorio della località, tant’è vero che ancora nella lite sulle strade del 1831 uno degli allegati, presentati contro le decisioni del comune di Baldissero e a sostegno invece degli interessi degli abitanti della frazione di Rivodora, è costituito da una lettera del conte Eugenio Fontanella, definito «uno de’ maggiori registranti della Comune di Baldissero» (AST, Corte, Paesi per A e B, lettera B, m. 2 [1831]).

Scheda territoriale di Baldissero Torinese

Lo stato della documentazione che è stato possibile rintracciare non rende agevole la ricostruzione delle origini della comunità di Baldissero, soprattutto nelle fasi più remote. Essa inizia a comparire con un certo margine di sicurezza nelle fonti soltanto verso la fine del secolo XVI, mentre per le vicende più antiche si possiedono soltanto notizie erudite relative a un precedente insediamento abitativo in località «Alba Cherii», abbandonato ai primi del secolo XIV per la sede attuale (Liboà 2003; Castell, 2008). Appare invece certa la dipendenza della località attestata nelle fonti medievali come «Baldicherium Cheriensium» dal vicino comune di Chieri, fra i cui fedeli compaiono i signori del posto, nei secoli XIII e XIV; gli stessi documenti segnalano anche la presenza, in loco, di una fortificazione, anch’essa sottoposta al comune di Chieri (AST, Camera dei Conti, Titoli de stati antichi della Reale Casa, I, ff. 69, 71, 74, 77; AC Chieri, cartella 40, articolo 10, p. 4, n. 1). A partire dal secolo XV, invece, diventa predominante sul luogo l’ingerenza dei duchi, poi re, di Savoia, che mostrano di considerare Baldissero come una entità di loro pertinenza, nonostante le proteste chieresi (AST, Corte, Paesi, Provincia di Torino, m. 6 [10 febbraio 1417 e 6 agosto 1470]): è appunto in questo clima che, probabilmente, si prepara la separazione dei due paesi e l’ottenimento dell’autonomia da parte di Baldissero.

Alla fine del secolo XVII la località diventa pertanto un comune autonomo, staccandosi dalla giurisdizione del più influente e potente vicino, Chieri. Non sono note le motivazioni precise che hanno condotto a un ampio smembramento del territorio chierese (contemporaneamente a Baldissero, infatti, si stacca anche Pino Torinese), dal momento che la documentazione attualmente nota riporta soltanto il fatto durante la sua realizzazione; è presumibile tuttavia che esso costituisca il risultato di spinte autonomistiche da parte della comunità, in via di strutturazione nel secolo precedente (AST, Camera dei Conti, Patenti controllo finanze, Registro 1584 in 1585, f. 252; Registro 1595, f. 131), forse approfittando di una fase di appannamento del centro chierese, la cui autorità, come accennato qui sopra, si scontra con la sempre più decisa affermazione del governo sabaudo. Comunque, i nodi più significativi per la definizione delle caratteristiche del territorio di Baldissero sembrano essere due: da un lato, la distribuzione della popolazione in centri insediativi diversi e relativamente distanti fra loro; dall’altro, la rilevanza della rete viaria che lo attraversa, e che mette in comunicazione fra loro, e con le località minori, i due principali centri sull’uno e sull’altro versante della collina torinese, Torino e Chieri.

Dal punto di vista insediativo e demografico si impone infatti con evidenza soprattutto la netta bipartizione fra il capoluogo, collocato sulla collina sovrastante Chieri, e la frazione di Rivodora, posta invece a fondo valle, lungo il corso del rio omonimo, e proiettata sul lato opposto della collina, verso S. Mauro e Torino. Rivodora, in particolare, emerge nella documentazione nel 1770, quando la visita pastorale di quell’anno registra la separazione della chiesa di S. Francesco di Sales, situata appunto a Rivodora, dalla parrocchia di Superga. Tale vicenda, sollecitata dalle proteste organizzate degli abitanti di Rivodora, può costituire un segnale di forte volontà di autonomia almeno sul piano religioso, che non arriva tuttavia mai a tradursi in autonomia amministrativa (AA Torino, VP 1770, 7.1.40, ff. 25-27). Già nella relazione del 1831, compilata dal perito chiamato a giudicare della lite sulle strade per Chieri, compariva la segnalazione che «la popolazione del territorio di Baldissero è di circa 1800 anime, delle quali 600 circa abitano la Borgata e regione del Rivo Dora», rendendo evidente la rilevanza della frazione nelle dinamiche insediative della località (AST, Corte, Paesi per A e B, lettera B, m. 2). Attualmente, l’area su cui si distribuisce il gruppo di abitazioni definito Rivodora appare amministrativamente suddiviso fra il comune di Castiglione Torinese (nella parte inferiore, in direzione di S. Mauro) e quello di Baldissero (nella parte più elevata, in corrispondenza con il nucleo più accentrato e numeroso, dove si colloca anche la chiesa di S. Francesco). Tale dato sembra suggerire una sorta di distribuzione «a incastro» delle competenze comunali sul territorio collinare, dovuto probabilmente all’estrema rilevanza di questa area, soprattutto dal punto di vista delle vie di comunicazione.

La situazione di queste ultime appare infatti molto significativa, se si considera che il territorio di Baldissero è percorso dalle principali strade che collegano i due versanti della collina su cui si estende il suo territorio. Questo dato emerge con chiarezza sia osservando la cartografia – già quella ottocentesca – dell’area (AST, Camera dei Conti, cat. Rabbini, Mappa 1860, nn. 9 e 10), sia prendendo in esame la lite sulle strade del 1831, relativa appunto alla definizione della stessa (AST, Corte, Paesi per A e B, lettera B, m. 2). La documentazione riguardante quest’ultimo evento sembra indicare la presenza di contrasti sia fra Baldissero e i comuni limitrofi (Cordova, Castiglione), sia fra il capoluogo e la rilevante frazione di Rivodora: l’impressione che si ricava dalla lettura degli atti è di un tentativo di imposizione degli interessi del capoluogo su quelli del resto del territorio comunale, e anche sulle esigenze commerciali dei comuni vicini; lo confermerebbe anche il commento del perito inviato a dirimere la questione, che osserva come gli atti del consiglio comunale rivelino una nettissima spaccatura fra le varie parti. La soluzione di mediazione proposta dal perito, vale a dire il mantenimento con la medesima importanza di entrambe le strade, segnala la rilevanza di entrambe le arterie stradali, nonché la consapevolezza che il collegamento diretto con il centro chierese appariva di estremo rilievo sia per Baldissero sia per la frazione Rivodora.

Bibliografia

La scheda è stata costruita a partire soprattutto da materiale archivistico, essendo la bibliografia su Baldissero decisamente contenuta. Infatti, i principali interventi relativi alla storia della località si leggono sull’«Armanach ’d Baudisé Türineis», pubblicazione con cadenza annuale a cura del Centro di Documentazione Storica di Baldissero Torinese.
Fonti edite:
Borgi A., La questione storiografica di S. Mauro di Pulcherada, dattiloscritto presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Torino, Sezione di Medievistica e Paleografia, a.a. 1992-93.
Casalis G., Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, Maspero, Torino 1833-1856, vol. II (1834), pp. 31-32.
Casiraghi G., La diocesi di Torino nel medioevo, Torino 1979 (BSS 196).
Castelli B., Il mistero del paese frammentato, in «Armanach ’d Baudisé Türineis», (2008).
Guasco di Bisio F., Dizionario feudale degli antichi Stati Sardi e della Lombardia, Pinerolo 1911 (BSSS 54-58), pp. 141-142.
Liboà R., Paluch, in «Armanach ’d Baudisé Türineis», (2003).
I più antichi catasti del comune di Chieri (1253), a cura di M.C. Daviso di Charvensod, Torino 1939 (BSSS 161).
MGH, Diplomata Regum et Imperatorurn Germaniae, X, 2, a cura di H. Appelt, Hannover 1979.
Fonti inedite:
AA Torino (Archivio Arcivescovile di Torino). Visite Pastorali, 1585 (7.1.5); 1671 (7.1.18); 1837 (7.1.21); 1750 (7.1.29, 7.1.34, 7.1.35, 7.1.36); 1770 (7.1.40); 1774 (7.1.56, 7.1.57); 1837 (7.1.78); 1840 (7.1.81); 1886 (7.1.90); 1932 e 1933 (7.1.93); 1939 e 1943 (7.1.94).
 AC Baldissero (Archivio Storico del Comune di Baldissero). AC Baldissero, cartelle Ordinati. Per le attestazioni più antiche relative a Baldissero Torinese occorre fare riferimento alle pubblicazioni di fonti e alle raccolte archivistiche di area chierese, del cui territorio la località fece parte fino allo scorporo del 1694 [AC Chieri, cartella 42, articolo 12, pp. 1-6]. Buona parte della documentazione di età moderna si trova presso l’Archivio di Stato di Torino [AST, Sezioni riunite] Presso l’Archivio Storico del Comune di Baldissero si trovano conservati gli atti successivi all’erezione di Baldissero in comune autonomo, cioè dal
1694 fino ad oggi; la raccolta non è dotata di inventario. 
AC Chieri, (Archivio Storico del Comune di Chieri), cartella 40, articolo 10, p. 4, n. 1, cartella 42, articolo 12, pp. 1-6, cartella 124, articolo 42, p. 2, n.3.rotolo 15, articolo 164, p. 12, n. 23.
AC S.Mauro, (Archivio Storico del Comune di San Mauro Torinese) cat. I, cl. 1, 1/2.
AST (Archivio di Stato di Torino). Carte topografiche e disegni, Carte topografiche segrete, Borgonio B 1 Nero, Mazzo 1, “CARTA COROGRAFICA / DEGLI / Stati di S.M. il Re di SARDEGNA / data in luce / dall’Ingegnere / BORGONIO / nel 1683 / corretta ed accresciuta / nell’anno 1772”. Borgonio (Ingegnere) [Stagnon 1772] Carta corografica degli Stati di terraferma di S.M. il Re di Sardegna. Copie 2 una in fol. 17, compresa la tabella di riunione; colla divisione per governi e la seconda composta di fol. 16 colla divisione della Provincia ed un’altra copia in 4 fol. (Manca la copia composta di fogli 16). (Note: Sul verso: “Carta III. / continente il Marchesato di Susa, il Contado di / Nizza, e le Provincie di Pinerolo, e Cuneo, con la maggior / parte di quella di Torino, piccola parte delle rispettive / Provincie di Moriena, Ivrea, Alba, Mondovì, e / Principato d’Oneglia, con le Frontiere di Francia / e parte della Provenza, il Principato di Monaco, e / piccola parte del Genovesato”. L’originale seicentesco dal titolo “Carta generale de’ Stati di Sua Altezza Reale” fu disegnato da Tommaso Borgonio ed inciso da Giovanni Maria Belgrano. Per l’edizione settecentesca qui conservata vennero aggiunti alcuni fogli raffiguranti i paesi di nuovo acquisto incisi da Stagnone su disegni di Castellino, Galletti e Boasso e vennero anche apportate alcune modifiche ai fogli disegnati dal Borgonio. Cfr. anche Carte Topografiche per A e B, PIEMONTE, n. 23 e Carte Topografiche Segrete, BORGONIO B 5 nero), Foglio 3, 1772.Carte topografiche e disegni, Carte topografiche e disegni, Carte topografiche serie III, mazzo 1,   Baldissero, Tipo del / Bosco à Vastaciceri o sia Fontanete fini di / Baldissero, della Sig.a Damigiella Buschetti, venduto / a S.E. il Sig.r Marchese d’Ormea nel 1745. et indi / a P.P. Barnabiti come da Instromento rogato Posse li / 30: Giugno d.[ett]o Anno. Al Catastro registrato g[iornat]e 5:8 e dalla / Misura Chiaberto risulta mancare Tavo[l]e 15:2.4 che si suppongono / nella Pezza P.P. St Domenico, pagato nell’Accompra £: 3:1:10 cad.[un]a Tav.[ol]a / il prezzo totale sono £: 1525:14:9: / acquistato p[er] Instrom[ento] 30. Giugno 1745. rog[a]to Rosso.  Tipo del bosco a Vastaciceri o sia Fontanete, fin di Baldissero…”, dopo 1769. Inchiostro e acquerello verde, s.d. Carte topografiche e disegni, Ufficio Generale delle Finanze,Tipi, cabrei e disegni (sezione II), mazzo 107, Chieri, Pianta di bosco situato a Baldissero, regione Le Streghe, di proprietà dei padri di S. Domenico (Data: 9/07/1757; modificata: 14/08/1758) [Autore disegno originale : Carlo Giuseppe Vay]. Carte topografiche e disegni, Carte topografiche e disegni, Casa di Sua Maestà, mazzo 273, Reale basilica di Superga, Reale Basilica di Soperga. Appezzamento bosco sulle fini di Pino Torinese. Appezzamento bosco sulle fini di Baldissero, 31 dicembre 1879 [Autore disegno originale: Arch. E. Piazza e Ing. G. Maroni]. [Senza collocazione] “Appezzamento bosco sulle fini di Pino T.se. Appezzamento bosco sulle fini di Baldissero”, s.d. Carte topografiche e disegni, Ufficio Generale delle Finanze, Tipi, cabrei e disegni (sezione II), mazzo 107, Chieri, Pianta di bosco situata a Baldissero, regione Vastaciceri, di proprietà dei padri di S. Domenico (Data: 30/05/1770) [Autore disegno originale : Carlo Giuseppe Vay]. Corte, Materie ecclesiastiche, Benefizi di qua dai monti, Benefizi divisi per paesi dalla A alla Z, m. 9, VI, 1; Corte, Paesi, Provincia di Torino, m. 6; Corte, Paesi per A e B, lettera B, m. 2. Sezioni Riunite, I Archiviazione, Provincia di Torino, m. 1, n. 2 (1694); II Archiviazione, capo 21, n. 71, ff. 35-37; n. 83, ff. 9-11; Sezioni Riunite, Commessaro Bazano, 1734, f. 14, n. 377; Sezioni Riunite, Consegnamenti, Registri Sentenza 1672 in 1723, 50; 1700 in 1716, 42; 1720,
155; Sezioni Riunite, Patenti controllo finanze, Registro 1584 in 1585, f. 252; Registro 1594 in 1595, f. 131; Sezioni Riunite, Registro Controllo Finanze, 36, 1693 e 1694, f. 64; 45, 1699, f. 26; Sezioni Riunite, Titoli de stati antichi della Reale Casa, I, ff. 69, 71, 74, 77.
CLUC (Commissariato per la liquidazione degli Usi Civici). Provincia di Torino, fasc. Baldissero Torinese.
Scheda storico-territoriale a cura di Cristina Sereno, 2007 http://www.centrocasalis.it/scheda/baldisserotorinese